Comunicato
del 16 Maggio 2003, pubblicato poi su "Stramonio"
ACQUA:"
espressione della vita, della dignità umana e della natura, della
cultura dei popoli e della storia umana" (Dichiarazione conclusiva
del 1° FORUM ALTERNATIVO MONDIALE DELL'ACQUA)
Nei
giorni del 20 e 21 marzo si è svolto a Firenze il "1°
Forum Alternativo Mondiale dell'Acqua". L'evento è stato
promosso dal Comitato Internazionale e dal Comitato Italiano per il
Contratto Mondiale Acqua", da ONG, Social Forum e Associazioni
nazionali ed internazionali. L'AUCS ha aderito al Comitato Promotore
e ha partecipato con una rappresentanza di studenti e non, aucciessini
e non, che nei due giorni ha avuto modo di assistere ad un gran numero
di momenti di discussione sulle sorti della preziosa risorsa.
L'attuale politica mondiale dell'acqua, nata dai primi due Forum Mondiali
è stata riaffermata a Johannesburg nel 2002 durante il 2°
Vertice Mondiale per lo Sviluppo Sostenibile (indetto dalle Nazioni
Unite) e poi a Kyoto nel 2003, in occasione del 3° Forum Mondiale
organizzato dal Consiglio Mondiale dell'Acqua. In quest'ottica il Forum
Alternativo di Firenze è nato grazie all'iniziativa della Società
Civile, del mondo delle ONG, delle Associazioni dei Consumatori e di
tanti altri soggetti (provenienti da tutti i paesi del mondo, o quasi)
con l'intento di riscrivere la politica di gestione dell'acqua dettata
oggi dai Governi, dalle Agenzie Internazionali (Nazioni Unite, Banca
Mondiale, Fondo Monetario Internazionale per citarne alcune) e dalle
multinazionali.
Ma quali sono le critiche rivolte a tale politica? In primo luogo l'acqua
è considerata principalmente come un bene economico e per questo
soggetta alle logiche di mercato; secondo poi ritiene che l'accesso
all'acqua sia un bisogno vitale, non un diritto umano, e che quindi
il suo soddisfacimento sia demandato a ciascun individuo -ricco o povero
che sia- e non alla comunità. In una simile logica di distribuzione
antidemocratica della risorsa a Firenze si è partiti dai numeri.
Parlando dei 6 miliardi di persone che popolano il nostro pianeta si
è quindi discusso
- dei 2,4 miliardi di persone vivono senza accesso ai servizi sanitari;
- degli 1,5 miliardi vivono senza accesso all'acqua potabile sana;
- per conseguenza, delle 30.000 persone al giorno muoiono per malattie
dovute all'assenza d'acqua potabile e di servizi sanitari;
- dei 600.000 agricoltori bianchi dell'Africa del Sud che consumano
per scopi irrigui 60% delle risorse idriche del paese, mentre 15 milioni
di cittadini di colore non hanno accesso all'acqua potabile;
- del consumo giornaliero medio della popolazione dei paesi "in
via di sviluppo" che si aggira sui 20 litri mentre in Italia é
di 213 litri e negli USA di 6OO litri (nelle nostre case una lavatrice
standard consuma in media 140 litri a ciclo, lo sciacquone del bagno
tra 10 e 20 litri alla volta, un lavastoviglie 6O litri);
ü e ancora degli sprechi d'acqua enormi in tutto il mondo (il 40%
dell'acqua usata per l'irrigazione si perde per evaporazione; le perdite
dell'acqua immessa negli acquedotti vanno dal 30 al 50%, anche nei paesi
detti "sviluppati").
Le conclusioni del Forum, le proposte e le prossime iniziative sono
racchiusi nella dichiarazione conclusiva nella quale si elencano appunto
le distorsioni sui mercati, le ripercussioni sull'ambiente, le implicazioni
sulla "cittadinanza mondiale" (consumi, salute, fame, povertà
)
che l'attuale politica internazionale dell'acqua sta causando.
Un altro momento di approfondimento e discussione sul tema acqua c'è
stato poi lo scorso 14 maggio dove, in occasione dell'ultimo incontro
del ciclo dedicato alla "sovranità alimentare", l'AUCS
ha organizzato il seminario dal titolo "L'ACQUA NON È IN
VENDITA". Nell'Aula Blu della Facoltà di Agraria, Rosario
Lembo (Presidente del CIPSI -Coordinamento di Iniziative Popolari di
Solidarietà Internazionale-, promotore in Italia del Manifesto
del Contratto mondiale dell'acqua e Segretario del Comitato italiano)
ci ha illustrato, infatti, i contenuti del "Contratto Mondiale
sull'Acqua"( http://www.cipsi.it/contrattoacqua/home/),
i risultati e gli impegni del Forum di Firenze (http://www.cipsi.it/contrattoacqua/forum-acqua/it/index.htm),
la situazione del fenomeno della privatizzazione della gestione dell'acqua
in Italia (http://firenzesocialforum.net/priv/piattaformaacquasffi.html)
come nel resto del mondo (http://web.tin.it/cipsi/acqua/comunicato1.html).
È stato decisamente interessante tirare le fila del Forum di
Firenze ed avere un contatto più diretto con il problema grazie
anche all'animato dibattito innescatosi durante il seminario con studenti,
cittadini ed esponenti di comitati locali che stanno portando avanti
una decisa opposizione alla privatizzazione del servizio idrico nel
Viterbese.
Anche da questo momento di discussione le principali problematiche emerse
sono andate da quali saranno in Italia le ripercussioni sugli "utenti"
(così chiamati in quanto consumatori di un bene e non possessori
di un diritto) a cosa sta accadendo o accadrà nei PVS. Nel primo
caso la risposta sarà facilmente leggibile sulla bolletta dei
consumi che riceviamo periodicamente a casa nostra (non mi soffermo
sul paventato miglioramento della qualità del servizio o dell'efficienza
delle attuali reti idriche italiane in quanto esistono ad oggi solo
casi che confermano il contrario, vedi Arezzo); nel secondo caso si
va riaffermando la logica per cui noi 20% della popolazione mondiale
in grado di acquistare "diritti" (acqua, terra, cibo
)
continuiamo a consumare più dell'80% delle risorse disponibili
nel pianeta.
Stefano
Dell'Anna